Un museo nel cuore del Santa Maria della Scala
Il Museo Archeologico Nazionale di Siena si trova in uno dei luoghi più simbolici della città: il Santa Maria della Scala, che per secoli ha accolto pellegrini, viaggiatori e storie di ogni epoca. Nato negli anni Trenta grazie all’archeologo senese Ranuccio Bianchi Bandinelli, il museo rispondeva al desiderio di raccontare la storia più antica di Siena attraverso i reperti custoditi nelle collezioni private delle famiglie nobili.
Le sezioni del museo e le collezioni storiche
La Sezione Topografica guida il visitatore in un viaggio nel tempo, dalla preistoria alle città etrusche, fino ai primi insediamenti romani che hanno plasmato il paesaggio toscano. La Sezione delle Collezioni Storiche raccoglie invece i tesori delle grandi famiglie senesi, tra cui Chigi Zondadari, Sansedoni, Bargagli e Mieli, che per secoli hanno custodito urne, bronzi e ceramiche come piccoli scrigni di memoria.
Reperti etruschi e testimonianze del territorio
Tra i reperti più affascinanti spiccano le urne cinerarie etrusche, scolpite in travertino e alabastro, capaci di raccontare storie di famiglie, riti e credenze perdute. Le ceramiche attiche a figure rosse e nere testimoniano i contatti tra Siena e il Mediterraneo antico, attraverso oggetti che hanno viaggiato per mare prima di arrivare sulle colline toscane.
Le necropoli di Sferracavalli e Molinello hanno restituito corredi funerari completi, oggetti rituali e bronzi votivi che parlano di un mondo spirituale ricco e complesso.
Un percorso tra mappe, ricostruzioni e oggetti quotidiani
L’allestimento moderno, con mappe, ricostruzioni e pannelli narrativi, permette di avvicinarsi alla vita quotidiana degli etruschi attraverso utensili, monili, armi e piccoli oggetti che sembrano ancora vibrare di vita.
Molti reperti provengono da scoperte casuali fatte da contadini e viandanti, che hanno riportato alla luce frammenti di un passato pronto a riemergere.
Visitare il Museo Archeologico Nazionale
La visita è ideale per chi desidera scoprire una Siena diversa e ancestrale, attraversata da tombe, villaggi e storie lontane. Il percorso può essere combinato con le altre meraviglie del Santa Maria della Scala, come la Sala del Pellegrinaio, la Cappella del Manto e l’area che conserva l’originale della Fonte Gaia.
Gli spazi sono accessibili e dotati di ascensori, aree di sosta e bookshop con pubblicazioni archeologiche e materiali divulgativi. Gli orari seguono quelli del Santa Maria della Scala, con aperture più ampie nei mesi primaverili ed estivi.
Crediti:
- Luca Deravignone




