Il Palio di Siena

Un’eredità che corre nel cuore della città 

Il respiro di una tradizione che non muore mai

Quando arrivi a Siena nei giorni del Palio, non puoi fare a meno di sentire un'energia che pulsa nell'aria. È come se la città intera stesse trattenendo il fiato, in attesa che qualcosa di grande accada.

Il Palio è una festa di popolo tra le più conosciute al mondo. È una corsa di cavalli a cui partecipano, ogni volta, dieci delle diciassette Contrade che compongono la città di Siena. Si corre due volte l'anno – il 2 luglio e il 16 agosto – in onore, rispettivamente, della Madonna di Provenzano e della Madonna dell'Assunta in Cielo.

Per l'occasione, Piazza del Campo è il palcoscenico della festa: viene ricoperta da uno strato di tufo e i palazzi che vi si affacciano ospitano i palchi di legno da cui senesi e visitatori seguono le prove e la corsa vera e propria. Il centro della piazza resta invece libero dal tufo, a disposizione di chiunque voglia assistere gratuitamente.

Niente è lasciato al caso, ma tutto è disciplinato dal Regolamento per il Palio, che vige dal 1720. Il protagonista della Carriera è il cavallo, assegnato a sorte a ciascuna Contrada nei giorni precedenti, che può vincere anche scosso, ovvero senza fantino.

Le Contrade
Cuore pulsante della città

La città di Siena è divisa in diciassette Contrade che, a un occhio non senese, potrebbero somigliare a semplici quartieri. In realtà nascono come società di mutuo soccorso, ognuna con un proprio territorio, un proprio popolo, un proprio simbolo, un proprio oratorio, i propri colori, la propria identità. Le bandiere e gli stemmi che decorano ogni vicolo raccontano legami che vanno oltre il tempo.

Le Contrade, definite anche consorelle, vivono di rivalità e alleanze che attraversano decenni, a volte secoli, e sono tutte accomunate dall'amore per Siena. Passeggiando per la città ti accorgi subito che ogni angolo custodisce una storia di orgoglio, passione e tradizione.
L'appartenenza a una contrada è in genere ereditata dalla famiglia e viene sancita da un "battesimo", un rito pagano che si svolge presso la fontanina di ogni Contrada e che ne decreta l'appartenenza per tutta la vita.

Ogni Contrada ha un proprio Santo Patrono, celebrato con una festa annuale: in quei giorni le strade si riempiono di bandiere, colori e braccialetti (luminarie esterne) della Contrada, tra cene, celebrazioni e altri momenti di comunità.

La Contrada esiste indipendentemente dal Palio, ma il Palio resta il momento culminante della vita contradaiola che dura 365 giorni l'anno. Le Contrade tramandano quotidianamente antichi mestieri come il cucito delle bandiere su seta e la realizzazione di tamburi. È un momento di condivisione tra le generazioni in cui i saggi contradaioli raccontano esperienze vissute ai più giovani, consoliando così un legame di grande valore per la memoria.

Le 17 Contrade sono: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e Valdimontone. 

I riti del Palio

Dove ogni gesto è carico di significato

La corsa vera e propria dura poco più di un minuto e mezzo, ma i giorni che la precedono sono scanditi da riti che sembrano sospesi nel tempo.

Gli eventi principali che precedono il Palio sono: 

  • Presentazione del Drappellone: il momento in cui viene svelato al pubblico il Drappellone, il "cencio" che la Contrada vincitrice si aggiudicherà. È un grande stendardo di seta dipinto, realizzato ogni anno da artisti italiani e internazionali, che una volta vinto viene custodito nel museo di Contrada.
  • Assegnazione dei cavalli: il momento in cui a ciascuna Contrada viene assegnato a sorte uno dei dieci cavalli che hanno superato la rigida selezione di una commissione veterinaria composta da professionisti internazionali, seguita dal vaglio dei capitani.
  • Prove: sono previste sei prove in cui cavallo e fantino, scelto dalla Contrada, prendono confidenza con la pista. La quinta è la "prova generale", la sera prima del Palio; l'ultima, la mattina stessa della corsa, prende il nome di "provaccia".
  • Benedizione del cavallo: avviene negli oratori di ogni Contrada nel pomeriggio del giorno della corsa. È un momento molto intimo per i contradaioli, suggellato dalla formula "Va' e torna vincitore": un augurio che è insieme speranza e promessa e uno dei momenti più carichi di emozione.

Il giorno del Palio

Il giorno del Palio è una delle giornate più importanti nell'anno di un senese. Dopo la messa del Fantino, al mattino, e la benedizione del cavallo, nel pomeriggio, Piazza del Campo si riempie per accogliere senesi e visitatori pronti ad assistere dal vivo alla manifestazione.

A precedere la corsa è il Corteo storico. Si tratta di una sfilata di quasi seicento figuranti in cui i senesi si calano nella più autentica e viscerale identità, avvolti in modo fiero dai costumi storici, evocando la grandezza dell'antica Repubblica senese. Una parte del corteo è destinata alle Contrade che, attraverso i giochi di bandiera e il suono dei tamburi, partecipano a una sfida per ottenere il riconoscimento della comparsa más galante,  da cui prende il nome il premio Masgalano. A chiudere il corteo è il Carroccio, carro trionfale della Repubblica, trainato da buoi e su cui viene issato il Drappellone.

La corsa si sviluppa su tre giri di pista e dura poco più di un minuto e mezzo. La partenza è fissata alla Mossa, dove due canapi segnano l'allineamento dei cavalli, nell'ordine stabilito da un'estrazione che il mossiere ha il compito di far rispettare, garantendo che la partenza sia regolare. Nove cavalli si dispongono al canape anteriore, mentre il decimo (chiamato cavallo di rincorsa) è quello che dà il via alla corsa. Vince il primo cavallo che taglia il traguardo, anche senza fantino.  Da quel momento in poi, la Contrada vincitrice si abbandona a una festa che dura mesi, tra canti, cene celebrative e il Drappellone portato in trionfo per le vie del centro storico.

Le Contrade,
il cuore di Siena

Le Contrade
vivono tutto l’anno

Al di là dei giorni del Palio, le Contrade vivono tutto l’anno: i musei, gli oratori, le Società raccontano le storie di vita, di antiche rivalità e alleanze, di segreti che si nascondono tra le mura dei palazzi.

Ogni pietra conserva una memoria

Ogni pietra di Siena conserva una memoria, un ricordo di un momento che ha fatto storia, come se ogni angolo della città fosse un piccolo frammento di Palio che vive per sempre, anche quando la corsa è finita.

Il Palio di Siena è un viaggio che non finisce mai.

È una tradizione che si rinnova e continua a vivere, oggi come ieri, cuore pulsante di Siena.