Palazzo delle Papesse, un’architettura nuova nel cuore della Siena medievale
C’è un luogo, a Siena, in cui il linguaggio della città cambia. Il Palazzo delle Papesse porta nel cuore medievale senese un’architettura diversa, ordinata, sobria, rinascimentale. Sotto il progetto di Bernardo Rossellino, architetto protagonista della trasformazione di Pienza, il Palazzo fu costruito tra il 1460 e il 1495 per Caterina Piccolomini, sorella di papa Pio II. Una figura rara per il Quattrocento: seguì il cantiere in modo attivo, controllando spese, materiali e maestranze.
Il cantiere tra Rossellino, Federighi e Urbano da Cortona
Dopo Rossellino, il cantiere passò ad Antonio Federighi, che arricchì il palazzo con cornici scolpite e motivi vegetali, rendendo più morbida la severità del progetto originario. Il completamento fu affidato a Urbano da Cortona, intervenuto soprattutto nelle parti superiori e nell’altana.
Il palazzo, il nome e le sue storie
Il nome “Palazzo delle Papesse” deriva dalle donne della famiglia Piccolomini che abitarono l’edificio. Il richiamo alla leggenda della papessa Giovanna è invece frutto della fantasia popolare, ma ha contribuito ad alimentare curiosità e racconti intorno al palazzo. La facciata in pietra, con bugnato rustico al piano terra e bifore rinascimentali ai piani superiori, doveva apparire ai senesi del Quattrocento come una presenza insolita: un segno estetico forte, legato al prestigio e al potere della famiglia Piccolomini.
Tra cortile, altana e tracce nascoste
All’interno, il cortile conserva un pozzo rinascimentale attribuito alla cerchia di Federighi, decorato con conchiglie, rosoni e motivi vegetali. Secondo la tradizione popolare, proprio questo spazio sarebbe stato luogo di incontri riservati tra emissari e personaggi politici.
Gli ambienti interni custodiscono tracce di interventi di maestranze senesi tra Quattrocento e Cinquecento, tra cui decoratori legati alla bottega di Giovanni di Stefano, artista attivo anche nel Duomo e nella Libreria Piccolomini.
A rendere il palazzo ancora più particolare è l’altana panoramica, prevista già nel progetto originario. Da qui lo sguardo si apre sui tetti medievali di Siena, sulla Torre del Mangia e sulla cupola del Duomo: un punto di osservazione sopraelevato raro nelle residenze private senesi, che racconta anche il desiderio dei Piccolomini di dominare visivamente la città.
Dalla Banca d’Italia all’arte contemporanea
Nel XIX secolo il palazzo fu acquistato dalla Banca d’Italia, che lo trasformò in sede istituzionale con caveau e archivi riservati. Ai restauri partecipò Giuseppe Partini, architetto senese noto per i restauri neogotici del Duomo e del Palazzo Pubblico.
Nel 1998, il Palazzo delle Papesse fu trasformato in centro d’arte contemporanea grazie al lavoro di curatori come Fabio Cavallucci ed Enrico Crispolti, che inserirono installazioni e percorsi espositivi in dialogo con gli spazi rinascimentali.






