Il Santa Maria della Scala non è un museo nel senso più semplice del termine. È un organismo complesso, stratificato, quasi una città dentro la città. Sorge nel punto più simbolico di Siena, proprio di fronte alla facciata del Duomo, e occupa l’intero versante della collina: dalla quota di piazza del Duomo fino alla vallata retrostante, con una struttura che si sviluppa su più livelli e restituisce ancora oggi, in modo leggibile, la lunga storia dell’edificio.
Nato come ospedale medievale lungo la Via Francigena, il Santa Maria della Scala ha accolto per secoli pellegrini, malati, poveri, bambini abbandonati e viandanti. Per quasi un millennio è stato uno dei luoghi più vitali della città, non solo per le sue funzioni assistenziali, ma anche per il ruolo religioso, civile, economico e artistico che ha esercitato nella storia senese. Non un edificio separato dalla vita urbana, ma uno dei suoi cuori più attivi.
La sua grandezza sta proprio qui: nel fatto che ogni ambiente, ogni corridoio, ogni cortile, ogni cappella e ogni sala testimonia una funzione, una trasformazione, un’epoca.
Camminare nel Santa Maria della Scala significa attraversare secoli di storia cittadina, entrando in uno spazio che ha cambiato uso molte volte senza perdere la propria identità profonda.





