Il Fosso di Sant'Ansano: dove tutto ebbe inizio
Questo luogo è dedicato a Sant'Ansano, uno dei quattro santi patroni di Siena, celebrato il 1° dicembre, una data molto speciale per i senesi perché segna anche l'inizio del nuovo anno contradaiolo.
Secondo la tradizione, Sant'Ansano arrivò a Siena all'inizio del IV secolo per diffondere il Cristianesimo. Qui iniziò a predicare e a battezzare i cittadini, attirando però l'attenzione delle autorità romane durante le persecuzioni dell'imperatore Diocleziano.
La prova del fuoco e dell'olio bollente
Proprio nel Fosso di Sant'Ansano si sarebbe svolto uno degli episodi più straordinari della vita del santo.
Dopo essere stato arrestato, Sant'Ansano fu condannato a una terribile prova: venne immerso nell'olio bollente e sottoposto al fuoco. Ma, secondo la leggenda, accadde un miracolo. La pentola si rovesciò improvvisamente, l'olio spense le fiamme e il santo uscì completamente illeso.
Un episodio che ancora oggi vive nella memoria della città e che viene ricordato da una lapide di marmo collocata lungo il fosso.
Il martirio di Sant'Ansano e il ritorno del Santo a Siena
Dopo il miracolo, Sant'Ansano venne nuovamente imprigionato e trasferito a Dofana, nel territorio dell'attuale Castelnuovo Berardenga, dove fu decapitato il 1° dicembre del 304 (secondo alcune fonti nel 303).
La sua storia, però, non finisce qui.
Si racconta infatti che nel 1108 il vescovo Gualfredo convinse alcuni senesi a recuperare segretamente le reliquie di Sant'Ansano per riportarle finalmente in città e dargli sepoltura nel Duomo di Siena.
Quando il 6 febbraio 1108 il corteo entrò da Porta Pispini, il popolo accolse il patrono con un grido destinato a diventare leggenda:
"Il Santo viene! Il Santo viene!"
Da qui l’antico nome di Porta San Viene, oggi, appunto, porta Pispini
Il Fosso di Sant'Ansano, meta di pellegrinaggio nel Medioevo
Per molti secoli il Fosso di Sant'Ansano fu una tappa fondamentale per i pellegrini.
Chi visitava Siena percorreva infatti un vero e proprio itinerario dedicato al santo, che comprendeva il Fosso di Sant'Ansano, le antiche Carceri di Sant'Ansano e la località di Dofana, teatro del suo martirio.
Camminare oggi in questo piccolo angolo della città significa ripercorrere uno dei percorsi spirituali più importanti della Siena medievale.
Un tesoro nascosto per la storia urbanistica di Siena
Il Fosso di Sant'Ansano non è importante soltanto per la sua storia religiosa.
Da qui passava infatti la prima cerchia muraria medievale di Siena, costruita tra il IX e l'XI secolo, quando la città iniziava ad assumere la forma che conosciamo ancora oggi.
Passeggiando lungo il fosso si possono leggere, quasi come le pagine di un libro, secoli di trasformazioni urbanistiche.
Un punto panoramico nascosto sul Santa Maria della Scala
Uno degli aspetti più sorprendenti del Fosso di Sant'Ansano è il panorama.
Da qui si osserva il Complesso Museale Santa Maria della Scala da una prospettiva completamente diversa rispetto a quella di Piazza del Duomo. Si possono ammirare le antiche murature medievali, gli archi di sostegno e i livelli inferiori dell'edificio, normalmente nascosti agli occhi dei visitatori.
È uno scorcio insolito, originale e ancora poco conosciuto, perfetto per chi ama scoprire la Siena più autentica e meno affollata.
Perché visitare il Fosso di Sant'Ansano
Il Fosso di Sant'Ansano è molto più di un semplice luogo storico.
È uno spazio dove le leggende, la storia, la spiritualità e l'identità di Siena si incontrano. È uno di quei luoghi che sorprendono proprio perché non compaiono quasi mai tra le attrazioni più famose, ma che riescono a regalare emozioni autentiche a chi decide di fermarsi qualche minuto in più.
Se ami scoprire gli angoli più nascosti di Siena e lasciarti guidare dai racconti che il tempo ha custodito per secoli, il Fosso di Sant'Ansano è una tappa che non può mancare nel tuo itinerario




