Madonna dei Terremoti: il tabernacolo che Siena ha restaurato per gratitudine

Cercandola, la si trova quasi per caso

Passeggiando in Piazza del Campo, all'angolo tra la Bocca del Casato e il Chiasso del Bargello, c'è qualcosa che ferma lo sguardo prima che la mente lo registri. Un tabernacolo, una cornice di travertino, una tela che ritrae la Madonna con il Bambino con i santi intorno. La Madonna dei Terremoti non si annuncia. Si trova alzando gli occhi nel momento giusto, e chi la trova capisce subito che dietro quella cornice c'è una storia che vale la pena ascoltare.

Le origini: un affresco perduto e un’eredità che resiste

Gentile da Fabriano e l’opera perduta

In origine, il tabernacolo custodiva un affresco realizzato intorno al 1424 da Gentile da Fabriano, raffigurante la Madonna con il Bambino insieme a San Giovanni Battista, San Pietro, San Paolo e San Cristoforo. Un’opera preziosa, capace di catturare lo sguardo e lo spirito dei fedeli, che purtroppo oggi non esiste più, persa tra le pieghe del tempo come molte altre tracce della storia senese. Nel 1764, l’antica edicola fu sostituita da una tela dei primi del Seicento, probabilmente realizzata nella bottega di Francesco Rustici, detto Rustichino, impreziosita da stucchi e decorazioni di Bernardino Cremoni. La nuova tela raffigura la Madonna con il Bambino, accompagnata da San Bernardino, Santa Caterina, San Lorenzo e Santo Stefano, continuando a raccontare, con silenziosa grazia, la devozione di una comunità che attraversava i secoli portando con sé fede, timori e gratitudine.

Il terremoto che ha cambiato tutto

La notte del 26 maggio 1798

La notte del 26 maggio 1798, un terremoto violentissimo colpì Siena. Le zone popolari subirono i danni maggiori, e anche il tabernacolo della Bocca del Casato fu danneggiato: la cornice in stucco distrutta, la tela compromessa. Eppure, tra lo stupore e il sollievo per i quartieri risparmiati, i cittadini videro un segno: la protezione della Vergine. Fu allora che decisero di restituire alla Madonna il loro ringraziamento con un gesto che durasse nei secoli: restaurarono il tabernacolo.

La cornice di travertino e la memoria scolpita

La tela fu collocata in una nuova cornice di travertino, sobria e solenne, con una lapide in latino che ricordava l’evento e la gratitudine del quartiere. Da quel momento il tabernacolo prese il nome di Madonna dei Terremoti: un nome scelto non da artisti o nobili, ma da chi aveva vissuto la paura e voleva fissare per sempre il segno della protezione divina. Camminando oggi in Piazza del Campo e alzando gli occhi verso la cornice, si legge ancora quella gratitudine, silenziosa, scolpita nella pietra e nel cuore della città.

Vuoi scoprire la Siena più autentica e nascosta? Cerca la Madonna dei Terremoti all’angolo della Bocca del Casato e lascia che la storia di paura, devozione e gratitudine ti racconti chi sono davvero i senesi.