Museo Aurelio Castelli: il tesoro nascosto di San Bernardino

Fuori dalle mura, ma dentro la storia

Lasciando le mura di Siena e imboccando Strada dell'Osservanza, ci si ritrova in un luogo che pochi turisti raggiungono. Eppure, appena si varca l'ingresso del Museo Aurelio Castelli, allestito in un'ala del convento adiacente alla Basilica dell'Osservanza, si capisce subito di essere arrivati da qualche parte importante. La Basilica dell'Osservanza fu costruita per volontà di San Bernardino da Siena nei primi anni del Quattrocento, e il museo ne è il naturale completamento: un percorso che prolunga la visita alla chiesa e ne svela il patrimonio nascosto, quello che non si vede passando davanti alle navate.

La loggia, la corte e il panorama che nessuno si aspetta

Prima ancora di entrare nelle sale, ci si affaccia sulla loggia del Quattrocento che si apre su una corte interna. E poi lo sguardo scivola oltre: Siena appare in lontananza, con i suoi tetti, le sue torri e il profilo che si riconosce anche da qui, da fuori dalle mura. Un punto panoramico inaspettato, silenzioso, che regala una prospettiva sulla città diversa da tutte le altre. Ci si ferma un momento, e poi si entra.

Quello che custodisce dentro

Corali miniati, reliquiari e un affresco che ha cambiato stanza

Le sale del museo ospitano pitture, sculture, stampe, sigilli e corali miniati realizzati nello scriptorium del convento da Fra Giovanni da Siena e Fra Jacopo Torelli nel XV secolo: diciassette volumi che si guardano con la sensazione di sfogliare qualcosa di intoccabile. Sulla parete di fondo campeggia il Giudizio Universale di Girolamo Benvenuti, affresco che si trovava nella basilica e solo in seguito fu trasferito qui, come se avesse cercato uno spazio più raccolto per continuare a raccontare. Tra i pezzi più preziosi c'è il reliquiario di San Bernardino, realizzato dall'orafo Francesco d'Antonio nel 1462: un oggetto che porta con sé la devozione di secoli e che si osserva tenendo il fiato sospeso.

La lapide di Piccolomini e i paramenti dei secoli

Tra le opere di rilievo si trova anche la lapide sepolcrale di Niccolò Piccolomini del 1476, attribuita ad Antonio Federighi, e i paramenti dei secoli XV-XVII, tessuti che raccontano la cura con cui il convento curava ogni aspetto della vita religiosa. Ogni oggetto esposto è legato alla storia del convento francescano di Siena e, in particolare, al culto di San Bernardino: visitare il museo significa fare un viaggio dentro quella storia, passo dopo passo.

Aurelio Castelli: Il padre che ha salvato tutto

Il museo porta il nome di Padre Aurelio Castelli, francescano e studioso che si dedicò al recupero e alla catalogazione del patrimonio artistico e librario della Basilica e del Convento dell'Osservanza dopo le soppressioni degli ordini religiosi. Un lavoro silenzioso e prezioso, senza il quale molte di quelle opere non esisterebbero più. Il museo fu chiuso e riaperto nel 1920, poi danneggiato dai bombardamenti del 1944 e riaperto di nuovo nel dopoguerra: una storia di resistenza che si legge anche negli oggetti esposti, sopravvissuti a tutto.

Vuoi scoprire la Siena più autentica e silenziosa? Esci dalle mura, cammina fino al Museo Aurelio Castelli e lascia che la storia di San Bernardino ti racconti quello che la città tiene per sé.