Piazza Jacopo della Quercia: il vuoto più eloquente di Siena

Non è una piazza. Doveva essere una chiesa

Camminando accanto al Duomo, ci si ritrova all'improvviso in uno spazio aperto, ampio e luminoso, insolito per un centro medievale che di solito stringe i vicoli intorno a chi cammina. Piazza Jacopo della Quercia non nacque come piazza: era l'interno di una chiesa che non è mai esistita. Sorge esattamente dove nel Trecento avrebbe dovuto elevarsi la navata centrale del Duomo Nuovo, la cattedrale più grande della cristianità che Siena aveva deciso di costruire e che la Peste Nera del 1348 e la successiva crisi economica fermarono per sempre. Quello che si attraversa oggi è un sogno interrotto, pavimentato in pietra serena e restituito finalmente alla città dopo anni in cui era stato usato come parcheggio.

Quello che il pavimento racconta

Le basi dei pilastri e le pareti incompiute

Abbassando lo sguardo, il pavimento parla. Sono ancora visibili le basi dei pilastri della navata e le pareti laterali incompiute, i resti di un cantiere che si interruppe di colpo e non riprese mai. Durante gli scavi del Novecento furono ritrovati anche strumenti dei cantieri medievali: oggetti di chi stava costruendo qualcosa di grandioso e non sapeva ancora che non avrebbe mai finito. Ogni pietra di questa piazza è un documento, un frammento di un'ambizione che la storia ha deciso di non soddisfare.

Il Facciatone: l'unica parte rimasta in piedi

A dominare la piazza c'è il Facciatone, l'unica parte del progetto che è sopravvissuta: lo scheletro della nuova facciata mai completata, che si erge ancora oggi come un monito silenzioso. È uno dei punti panoramici più amati di Siena, e salendo fino alla sommità si capisce cosa avrebbe potuto essere. Il silenzio lassù dice il resto.

La Contrada dell'Aquila e la vita che riempie il vuoto

Cene della vittoria, feste e Palio

Questo spazio che la storia ha lasciato vuoto, la Contrada dell'Aquila lo ha riempito di vita. La piazza è vissuta come luogo identitario: qui si svolgono le cene della vittoria, le feste e i ritrovi comunitari, le celebrazioni legate al Palio. Un vuoto architettonico che è diventato nel tempo il cuore di una comunità, il posto dove la contrada si ritrova e si riconosce. Come se la storia avesse lasciato uno spazio aperto apposta, sapendo che qualcuno lo avrebbe riempito con qualcosa di importante.

Un set, degli scavi e un nome che porta un peso

La piazza è intitolata a Jacopo della Quercia, lo scultore senese che con la sua arte ha lasciato il segno nella storia del Rinascimento italiano. È stata utilizzata come set cinematografico per film storici, come se la sua atmosfera sospesa tra passato e presente fosse già una scenografia perfetta senza bisogno di modifiche. Circondata dagli edifici storici e dal complesso monumentale del Duomo, è uno spazio che non ha bisogno di spiegarsi: parla da solo, a chi ha voglia di fermarsi e ascoltarlo.

Vuoi scoprire la Siena più autentica e inaspettata? Fermati in Piazza Jacopo della Quercia e lascia che un sogno interrotto ti racconti quello che avrebbe potuto essere.
Piazza Jacopo della Quercia