La tradizione si tramanda nelle botteghe del centro storico
Camminando tra le botteghe storiche del centro di Siena, ad un certo punto l'aria cambia. Arriva un profumo di mandorle e arancia, dolce e antico, che rallenta i passi prima ancora che la mente lo registri. È lì, in bella vista dietro la vetrina, accanto a panforte e cavallucci: ovale, leggermente schiacciato, con la superficie bianca e screpolata come se stesse trattenendo qualcosa dentro. Il Ricciarello non si annuncia. Si fa sentire.
Una leggenda con la forma di una babuccia
Ricciardetto, le crociate e l'Oriente
C'è chi dice che sia stato Ricciardetto della Gherardesca a portarli in Toscana, al ritorno dalle crociate, con quella forma arricciata che ricorda le babucce dei sultani arabi. Una leggenda, forse. Ma una leggenda che si adatta perfettamente a un dolce che profuma ancora di spezie e rotte lontane. Le radici dei Ricciarelli affondano nei marzapanetti medievali del XV secolo, quando Siena era un crocevia di commerci e le carovane portavano in città mandorle, zucchero e aromi preziosi dall’oriente. Ingredienti costosi, riservati alle famiglie nobili e ai banchetti importanti. Furono gli speziali senesi a trasformarli in qualcosa che la città non avrebbe più dimenticato.
Quello che succede quando si assaggia i ricciarelli
La ricetta che non ha bisogno di spiegazioni
La pasta di mandorle a grana grossa, la scorza d'arancia candita, la vaniglia: tre elementi che si trovano, si lavorano e si aspettano. La forma ovale e schiacciata viene fuori dalle mani di chi conosce questo dolce da sempre, con la superficie bianca e screpolata che si riconosce a colpo d'occhio in qualsiasi pasticceria senese. Si porta alla bocca e il profumo arriva prima del sapore. Poi arriva il sapore: morbido, avvolgente, con quella nota di arancia che rimane e non chiede permesso. Si capisce perché in passato erano considerati un dolce di lusso. Si capisce perché lo sono ancora.
Il riconoscimento ufficiale IGP - Ricciarelli di Siena
Nel 2010 arriva la certificazione IGP, Ricciarelli di Siena, che tutela ingredienti, metodo di lavorazione e area di produzione. Un sigillo che mette nero su bianco quello che i senesi sanno da sempre: questi dolci non si fanno altrove. Non nel senso vero del termine. La forma è la stessa, gli ingredienti pure, ma qualcosa nel risultato cambia. Forse è l'aria. Forse è la storia che ci finisce dentro senza che nessuno lo decida.
Quando trovarli e perché portarli a casa
Tradizionalmente legati al Natale, quando le vetrine del centro si riempiono di scatole e profumi, i Ricciarelli di Siena si trovano oggi tutto l'anno in ogni bottega storica della città. Sono il souvenir che non delude mai: si apre la scatola a casa, arriva quel profumo di mandorle e arancia, e Siena torna in un secondo. Esatta, precisa, riconoscibile.




