Caratteristiche dell’aglione: perché è diverso dall’aglio comune
Nelle campagne fertili tra Arezzo e Siena, tra i filari e i campi della Val di Chiana, cresce un bulbo che inganna chi lo vede per la prima volta. Le dimensioni sono imponenti, quasi intimorenti. Ma basta avvicinarlo al naso per capire che qui non c'è nulla di pungente, nulla di aggressivo. L'Aglione della Val di Chiana profuma di dolce e di aromatico, come se avesse deciso di prendere tutto il meglio dell'aglio comune e lasciarne fuori i difetti. Non è indigesto, non lascia quel sapore persistente che spaventa. È per questo che lo chiamano "il gigante gentile": grandi dimensioni, carattere sorprendentemente delicato.
Sugo all’aglione: una ricetta che non ha bisogno di nascondersi
Gli ingredienti (pochi), senza compromessi
Il Sugo all'aglione è un esempio di quella cucina contadina toscana che non ha mai avuto bisogno di complicarsi. Pomodori freschi o passata, olio extravergine d'oliva e aglione, cotto lentamente fino a diventare una crema morbida e profumata che avvolge tutto. Si sta in cucina, si aspetta, si sente il profumo che cambia mentre il fuoco fa il suo lavoro. Poi arriva il momento in cui è pronto, e si capisce che l'attesa è valsa ogni minuto.
I pici: la pasta che aspettava questo sugo
Ci sono paste che sembrano fatte apposta per un condimento preciso. I pici all'aglione sono uno di questi casi. Pasta tipica della provincia di Siena, fatta a mano, grossa e ruvida quanto basta per trattenere il sugo in ogni piega. Quando i due si incontrano nel piatto, il risultato è qualcosa che racconta secoli di cucina rurale senese in un solo boccone. Semplice, quasi brutale nella sua perfezione.
La storia dell’aglione, il gigante gentile
Un tesoro agricolo quasi dimenticato
A livello botanico, l'Aglione della Val di Chiana non è un aglio: appartiene alla famiglia del porro, ed è proprio questo che spiega quella dolcezza inaspettata e quella digeribilità che sorprende chi lo assaggia per la prima volta. Una varietà antica, coltivata da secoli nelle terre fertili tra Arezzo e Siena, che rischiava di sparire in silenzio, oscurata da varietà più produttive e meno preziose. Oggi le aziende agricole della Val di Chiana aprono le porte a chi vuole capire come nasce: degustazioni, visite ai campi, laboratori dedicati alla coltivazione e alla preparazione dei pici. Si arriva curiosi. Si riparte con le mani ancora profumate di aglione.
L’aglione, dove assaggiarlo e come viverlo
Sedersi in un agriturismo della provincia, con il piatto fumante davanti e un calice di Chianti dei Colli Senesi o di Nobile di Montepulciano in mano, è già un'esperienza. Il vino bilancia la dolcezza del sugo, la campagna fuori dalla finestra racconta da dove viene tutto. Chi cerca il Sugo all'Aglione non sta cercando solo da mangiare: sta cercando la Siena autentica, quella che esiste da secoli nei campi e nelle cucine, e che non ha mai avuto bisogno di mettersi in vetrina per nessuno.




