Vicolo degli Orbachi. Il Vicolo dall'anima oscura

Un nome che viene dagli alberi

C'è un vicolo a Siena che porta nel nome la memoria di una vegetazione scomparsa. Il Vicolo degli Orbachi deve il suo nome agli orbachi, gli antichi allori che crescevano numerosi negli orti e lungo le balze del rione di Ovile. Da questi alberi nasceva l'orbacca, il piccolo frutto dell'alloro, chiamato anche "bacca d'oro": una presenza così radicata nel paesaggio da lasciare un segno duraturo nella toponomastica cittadina.

Oggi il vicolo appare come un tranquillo passaggio tra antichi edifici. Ma per secoli è stato teatro di vicende affascinanti, leggende popolari e storie di vita quotidiana che le sue pietre conservano ancora, per chi ha voglia di cercarle.

Due vicoli in uno: Orbachi di Sotto e Chiasso Buio

Nel Medioevo il vicolo era diviso in due parti distinte. La prima, Via degli Orbachi di Sotto, scendeva verso il borgo di Ovile. La seconda, Via degli Orbachi di Sopra, era conosciuta con un nome più inquietante: Chiasso Buio.

Il nome non era casuale. Questo tratto era stretto, poco illuminato e considerato pericoloso: correva dietro gli edifici di Via dei Rossi e raggiungeva la zona dell'Abbadia di San Michele, sul poggio di San Donato. Già nel 1309 il Comune di Siena manifestò preoccupazione per l'oscurità della strada, che nei documenti dell'epoca veniva descritta come favorevole a imboscate e aggressioni da parte di malintenzionati.

I lavori, la chiusura, l'atmosfera

Nel corso del XIV secolo furono eseguiti lavori di ampliamento e pavimentazione per rendere il passaggio più agevole, più luminoso e più sicuro. Ma la svolta definitiva arrivò con la costruzione del convento dei Padri Carmelitani Scalzi dell'Abbadia: la parte più problematica del vicolo venne chiusa, trasformandolo in un passaggio senza uscita. Da quel momento mantenne quella particolare atmosfera raccolta e misteriosa che ancora oggi lo caratterizza.

La casa del boia e le storie del Seicento

Una fama poco rassicurante

Un'antica curiosità racconta che nel Medioevo proprio negli Orbachi si trovasse la casa del boia, una presenza che contribuiva alla reputazione poco rassicurante della strada. Un dettaglio che spiega molte cose sull'atmosfera che doveva avere questo vicolo nelle ore serali.

Il Seicento e la vita popolare

Nel Seicento nel vicolo era attivo un noto postribolo, mal visto dagli abitanti più rispettabili della zona ma molto frequentato all'epoca. Una storia di vita popolare, di contraddizioni urbane, di quella Siena che non finisce mai di sorprendere quando si scende sotto la superficie dei monumenti e delle tradizioni ufficiali.

Vieni a scoprirlo

Passeggiando oggi nel Vicolo degli Orbachi è difficile immaginare il suo passato movimentato. Eppure ogni pietra racconta qualcosa: allori, vicoli oscuri, personaggi insoliti, vita cittadina.

Cercalo, attraversalo, fermati. Certi vicoli non si visitano: si ascoltano.

In fondo a Via dei Rossi incrocio Via del Comune, Terzo di Camollia, Siena.