Storia e tradizione
Il vicolo si trova nel territorio della Contrada del Drago e prende il nome da un antico gioco popolare: la palla a corda, antenato del tennis moderno, che vedeva ragazzi sfidarsi facendo rimbalzare una palla leggera tra due corde tese. È facile immaginare le risate, i rumori e la vitalità che un tempo animavano questo corridoio di pietra, lasciando tracce profonde nel toponimo. Ancora oggi la Contrada del Drago mantiene viva la memoria di questa tradizione attraverso eventi culturali dedicati.
Architettura e atmosfera
L’ingresso da Via della Sapienza introduce a un percorso in salita che si stringe tra le antiche mura e prosegue parallelo alla strada principale. Archi e collegamenti tra gli edifici creano giochi di luce e ombre che cambiano a ogni ora del giorno, rendendo il vicolo un luogo particolarmente fotogenico. Alzando lo sguardo, la sommità del campanile di San Domenico incornicia la prospettiva con un tocco monumentale. Di sera, le luci dei lampioni accendono i mattoni di riflessi dorati, trasformando il vicolo in una scenografia cinematografica.
Un gioiello nascosto della città
Il vicolo custodisce anche la stalla della Contrada del Drago, simbolo della storia paliesca e dell’identità contradaiola. Camminandovi, si percepisce un silenzio pieno di storie e memoria: un luogo non segnato dalle guide turistiche, ma capace di lasciare nel cuore del visitatore la sensazione di aver scoperto la Siena più autentica, fatta di giochi, tradizioni e pietre che parlano.





