Un passaggio stretto e ricco di storia
Il vicolo collega via dei Fusari alla piazzetta della Selva, nel cuore del Terzo di Città. La sua conformazione irregolare segue l’andamento naturale del terreno e conserva ancora oggi l’aspetto antico, con muri ravvicinati e scorci caratteristici che restituiscono l’atmosfera medievale.
In passato era noto come Chiasso Ripido delle Balie, un nome che richiama direttamente la presenza della Casa delle Balie dell’Ospedale di Santa Maria della Scala, dove venivano allevati i bambini abbandonati, i cosiddetti gittatelli. Il vicolo era parte integrante del sistema interno dell’ospedale, con funzioni di servizio e collegamento tra ambienti religiosi e assistenziali.
Nel 1601 la Casa delle Balie fu trasferita in questa zona, rafforzando il legame del vicolo con la vita quotidiana dell’ospedale. Ancora oggi sono visibili tracce architettoniche che ricordano questa antica organizzazione, come aperture murate e passaggi interni che un tempo mettevano in comunicazione gli edifici.
Il nome e la Compagnia di San Girolamo
Il nome attuale, Vicolo di San Girolamo, risale al 1871, quando cessò la funzione delle balie e l’area cambiò destinazione d’uso. Deriva dalla Compagnia di San Girolamo e San Francesco, che aveva sede lungo il vicolo, occupando spazi interni agli edifici ospedalieri. Questi spazi erano parte di un sistema edilizio complesso, dove religione, assistenza e servizi coesistevano in un unico corridoio urbano.
Un luogo sospeso nel tempo
La presenza di più funzioni nello stesso spazio è ancora leggibile nella struttura del vicolo, che conserva un forte carattere medievale, con tracciato stretto e continuo. La sua posizione lo rendeva importante per i collegamenti interni del complesso ospedaliero più che per il passaggio pubblico, rendendolo oggi un luogo silenzioso, poco frequentato, ma autentico.
Camminandoci si percepisce ancora la funzione originaria: non una semplice strada, ma un corridoio urbano di servizio, testimone di movimento quotidiano, assistenza e vita interna della città. È uno degli esempi più chiari di come Siena organizzasse lo spazio urbano medievale in modo funzionale e integrato.




