Un vicolo, un uomo, una storia
Nel Terzo di San Martino, tra Banchi di Sopra e Via dei Termini, si apre un vicolo che porta il nome di un uomo che Siena non ha mai smesso di ricordare. Il Vicolo del Beato Pier Pettinaio prende il nome da Pietro Tecelano, conosciuto come Pier Pettinaio: un artigiano, un francescano, un uomo giusto che Dante Alighieri stesso scelse di citare nella Divina Commedia.
L'intitolazione attuale risale al 1871, ma la memoria di questa figura è molto più antica, radicata nella spiritualità e nella vita civica di Siena fin dal Duecento.
L'artigiano onesto
Pier Pettinaio nacque nella prima metà del Duecento a Campi, nel Chianti, figlio di artigiani. Trasferitosi presto a Siena, imparò e praticò per tutta la vita il mestiere del pettinaio: il fabbricante di pettini in osso e in corno, uno dei tanti mestieri minuti che tenevano in vita la città medievale.
Ma ciò che lo distinse non fu la bravura tecnica, bensì qualcosa di più raro: l'onestà assoluta. La tradizione racconta che fosse così scrupoloso da scartare i pettini difettosi, rifiutando di vendere oggetti imperfetti o ingannevoli ai clienti. I pezzi non idonei, si dice, venivano gettati nelle acque dell'Arno durante i suoi frequenti viaggi a Pisa, importante centro commerciale medievale. Un gesto concreto, quasi simbolico: meglio perdere che ingannare.
Il cammino spirituale
Dal banco al convento
Alla vita artigiana Pier Pettinaio affiancò un profondo cammino spirituale: entrò nel Terz'Ordine francescano e visse secondo ideali di preghiera, povertà e carità. Dopo essere rimasto vedovo, compì un gesto radicale: distribuì tutti i suoi beni ai poveri e si ritirò presso il convento dei Frati Minori di Siena, dedicandosi completamente alla vita religiosa.
La tradizione gli attribuisce doni spirituali, profezie, miracoli, guarigioni e conversioni che contribuirono alla sua fama di santità. Morì nel 1289, e la sua memoria si diffuse rapidamente, ben oltre i confini della città.
Dante e il Purgatorio
Il segno più straordinario della sua fama arrivò dalla Divina Commedia. Nel Purgatorio, Dante cita Pier Pettinaio come figura la cui intercessione aiuta l'anima di Sapìa a ottenere la salvezza: un ruolo di mediatore spirituale che dice tutto sulla reputazione di quest'uomo. Essere ricordato da Dante non era cosa da poco: significava che la sua santità era riconosciuta ben oltre Siena.
Vieni a percorrerlo
Passeggiare lungo il Vicolo del Beato Pier Pettinaio significa attraversare la memoria di una città in cui lavoro, fede e vita quotidiana erano profondamente intrecciati. Un artigiano che scartava i pettini difettosi, un francescano che distribuiva i suoi beni ai poveri, un uomo che Dante immortalò in versi.
Cercalo, percorrilo, pensaci su. Certi vicoli non raccontano monumenti: raccontano persone.
Tra Banchi di Sopra e Via dei Termini, Terzo di San Martino, Siena.





