Nobile Contrada dell'Aquila

Fiera della sua combattività e legata a una prestigiosa eredità imperiale, la Nobile Contrada dell'Aquila racchiude una storia secolare di rinascita e orgoglio. Un viaggio nel cuore del Casato di Sotto, dove i colori giallo oro, nero e azzurro raccontano l'anima indomita del suo popolo.

 

INFORMAZIONI GENERALI

SEDE: Casato di Sotto, 86 - Terzo di Città

SOCIETÀ: "il Rostro" - Vicolo del Verchione, 6

NOME DEI CONTRADAIOLI: Aquilini

MOTTO: "Unguibus et Rostris - dell'Aquila il rostro, l'ugna e l'ala"

STEMMA: scudo d'oro con l'Aquila bicipite nera coronata d'antico e recante nell'artiglio destro lo scettro e la spada e, nel sinistro, il globo imperiale centrale e crociato. Caricata nel petto una rotella d'oro fiammeggiante con le lettere U.I (Umberto 1°) con caratteri maiuscoli romani d'azzurro.

COLORI: giallo oro, con inserti neri e azzurri, con al centro l'Aquila imperiale

SIMBOLEGGIA: combattività

LUOGHI E RIFERIMENTI

CHIESA E ORATORIO: Oratorio di San Giovanni Battista detto "dei Tredicini", Casato di Sotto

PATRONO E FESTA TITOLARE: SS. Nome di Maria - 12 settembre

MUSEO: piano terra del Palazzo cinquecentesco Agazzari-Nastasi, all'angolo tra il Casato di Sotto e la Costa Larga

FONTANINA: opera dello scultore Bruno Buracchini (1963), sul basamento il motto "Unguis et Rostris". Si trova in Piazza Postierla.

RELAZIONI E ORGANIZZAZIONE

RAPPORTI CON ALTRE CONTRADE:
alleate Civetta e Drago
nemiche Pantera

CORPORAZIONI: notai

COMPAGNIE MILITARI: San Pietro in Castelvecchio, Casato di Sopra, Aldobrandino del Mancino.

STORIA DELLA CONTRADA DELL'AQUILA

Le origini della Contrada dell'Aquila affondano nel Medioevo, legate alla presenza della famiglia Marescotti, il cui stemma araldico, adottato dalla contrada, raffigurava un'aquila.

Fin dai primi tempi, la contrada partecipò alle forme più antiche di giochi e competizioni tra rioni, che nel corso dei secoli si evolsero nell'odierno Palio di Siena. Nel tempo lo stemma subì diversi cambiamenti. Per circa un secolo, dal 1622 al 1718, la contrada non prese parte ai giochi pubblici, scomparendo di fatto dalla scena venendo assorbita dalle contrade vicine. Fu grazie al cavaliere Giovanni Antonio Pecci che nel 1718 tornò in vita, dopo aver chiesto al tribunale di Biccherna di poter partecipare nuovamente al Palio.

Tra il Settecento e i giorni nostri si sono poi formate e sciolte diverse alleanze. Quanto ai luoghi di riferimento, inizialmente i palii e i ritrovi si tenevano nella chiesa di San Pietro in Castelvecchio, per passare successivamente alla chiesa dello Spedale di Santa Maria della Scala. Dal 1788 la contrada ha sede nell'Oratorio dei Tredicini.

PALII E RISULTATI

PALII VINTI: 30 per la Contrada | 25 per il Comune

PARTICOLARITÀ

TITOLO: La Contrada dell’Aquila ha il titolo di "Nobile" per l'accoglienza data a Carlo V d'Asburgo (Imperatore del Sacro Romano Impero) in visita a Siena il 24 aprile 1536. Le fu concesso di inalberare l'Aquila a due teste simbolo dell'Impero e l'appellativo di "Nobile". In precedenza la Contrada presentava una bandiera con l'Aquila a una sola testa.

GEMELLAGGI: L'Aquila e La Valletta (Malta)

CURIOSITÀ
È l'unica contrada ad aver avuto una fantina donna nel Palio Moderno (1957, Rosanna Bonelli, soprannominata "Rompicollo" o "Diavola").

Conserva il drappellone più antico tuttora conservato a Siena (02/07/1719).