Origini e leggende della Balzana
La leggenda più amata racconta che i due colori derivino dal fumo nero e dalla cenere bianca dei sacrifici offerti da Senio e Ascanio, i mitici fondatori della città, durante il viaggio dopo la fuga da Roma.
Un’altra tradizione collega la Balzana alla lupa capitolina: Senio e Ascanio, figli di Remo, portarono con sé il simbolo della lupa e scelsero il bianco e il nero come richiamo alle loro origini romane.
Il significato dei colori
La versione storica interpreta la Balzana come un simbolo politico e morale. Il bianco richiama la pace, la purezza e la giustizia; il nero rappresenta la forza, la memoria delle difficoltà e la determinazione del popolo senese.
La sua forza sta proprio nella dualità: luce e ombra, armonia e contrasto, passato e futuro. Due colori che convivono senza confondersi, come due anime capaci di formare un’unica identità.
Un simbolo rimasto immutato nei secoli
La Balzana compare negli stemmi comunali già nel XIII secolo, diventando rapidamente il marchio ufficiale della città e delle sue istituzioni. È uno dei rarissimi simboli medievali rimasti immutati nei secoli, capace di attraversare guerre, rivoluzioni e rinascite senza perdere il suo significato.
Ancora oggi è il simbolo ufficiale del Comune di Siena, riconosciuto in tutto il mondo come emblema della città.
Dove vedere la Balzana a Siena
Chi visita Siena incontra la Balzana ovunque: sulle porte medievali che accolgono chi entra in città, sui palazzi storici, nelle decorazioni del Duomo, sulle bandiere del Palio, nei marmi delle fontane e persino nelle pietre delle strade.
Durante il Palio, la Balzana domina Piazza del Campo: sventola sui vessilli del corteo storico, sui costumi e sulle armature e ricorda a tutti l’appartenenza a una storia e un’identità comuni.
La Balzana e l’identità senese
Per i senesi non è solo uno stemma: è un segno di identità profonda, un legame emotivo con la propria terra, con la propria storia e con la propria comunità.
Chi visita Siena la incontra ovunque, ma soprattutto la sente: nel ritmo dei vicoli, nel rosso dei mattoni, nel silenzio delle chiese e nel canto delle Contrade.




