INFORMAZIONI GENERALI
SEDE: Piazza Matteotti, 18 - Terzo di Camollia
SOCIETÀ: "Società di Camporegio" - Via di Camporegio, 1
NOME DEI CONTRADAIOLI: Dragaioli
MOTTO: "Il cor che m'arde divien fiamma in bocca"
STEMMA: raffigura un drago verde, linguato e armato di unghie e dardi rossi, coronato all'antica con le ali spiegate, tenente nella zampa destra un'asta con pennoncello azzurro recante la lettera "U" d'oro, coronata alla reale su concessione di Umberto I, Re d'Italia, a seguito della sua visita a Siena nel 1887.
COLORI: rosa antico e verde con liste gialle
SIMBOLEGGIA: l'ardore
LUOGHI E RIFERIMENTI
CHIESA E ORATORIO: Chiesa di Santa Caterina al Paradiso (Via del Paradiso), dal 1787/1788 divenne Oratorio della Contrada del Drago
PATRONO E FESTA TITOLARE: Santa Caterina - ultima domenica di Maggio
MUSEO: Via del Paradiso
FONTANINA: Opera dello scultore Vico Consorti, realizzata nel 1977, porta la scritta: "l'amore di Contrada per l'arte di Vico Consorti affida ai Dragaioli che…"
RELAZIONI E ORGANIZZAZIONE
RAPPORTI CON ALTRE CONTRADE:
alleate Aquila
nemiche nessuna
CORPORAZIONI: Banchieri
COMPAGNIE MILITARI: San Donato ai Montanini e Sant'Egidio
STORIA DELLA CONTRADA DEL DRAGO
La Contrada del Drago vanta una delle presenze più antiche tra le contrade senesi. È documentata già dal 1481 al di fuori della partecipazione a pubblici eventi, e figura tra le prime a comparire sul Campo nelle pubbliche feste: il 1° marzo 1494, insieme a Giraffa, Chiocciola e Onda, partecipò a una "Pugna" organizzata in onore del Cardinale di St. Malò.
Le origini della sua identità sono legate alle antiche cacce ai tori, alle quali gli appartenenti alla Contrada presero parte con una macchina a foggia di Drago, guadagnandosi il nome di "gli uomini del Drago".
Per quanto riguarda la vita interna, fino alla metà del XVII secolo i Dragaioli tennero le proprie adunanze in abitazioni private o botteghe del rione. A partire dal settembre 1650 fu loro concesso di riunirsi presso la cappella della Compagnia Laicale di San Domenico in Camporegio.
La svolta definitiva per la sede della Contrada arrivò nel 1787, quando il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo donò ai Dragaioli la chiesa di Santa Caterina e parte del Convento delle Monache del Paradiso. La chiesa e il museo sorgono sul Poggio Malavolti, un poggio che oggi non esiste più e di cui si va progressivamente perdendo anche il ricordo.
PALII E RISULTATI
PALII VINTI: per la Contrada e riconosciuti 39




