Contrada del Leocorno

Custode di un'eleganza antica lungo la Via Francigena e guidata dal simbolo della scienza, la Contrada del Leocorno unisce nobili origini e una fiera resilienza. Un viaggio tra le strade di Pantaneto, dove i colori bianco e arancio raccontano una storia di sfide superate e di un legame indissolubile con la tradizione del Palio.

 

INFORMAZIONI GENERALI

SEDE: Piazzetta Virgilio Grassi - Terzo di San Martino

SOCIETÀ: "Il Cavallino" - Piazzetta Virgilio Grassi, 6

NOME DEI CONTRADAIOLI: Lecaioli

MOTTO: "Fiede e risana al par l'arma c'ho in fronte"

STEMMA: d'argento, all'unicorno bianco inalberato su campagna al naturale; bordura d'azzurro caricata della scritta "HUMBERTI REGIS GRATIA" in lettere romane d'oro.

COLORI: bianca e arancio in parti uguali listata o arabescata di turchino

SIMBOLEGGIA: la scienza

LUOGHI E RIFERIMENTI

CHIESA E ORATORIO: Chiesa di San Giovanni Battista della Staffa

PATRONO E FESTA TITOLARE: San Giovanni Battista - 24 giugno

MUSEO: Via Follonica, 31

FONTANINA: Opera dell'Architetto Carlo Nepi, realizzata nel 1997, situata in Via Pantaneto.

RELAZIONI E ORGANIZZAZIONE

RAPPORTI CON ALTRE CONTRADE:
alleate
 Pantera, Tartuca
nemiche Civetta

CORPORAZIONI: orafi

COMPAGNIE MILITARI: San Giorgio, Pantaneto, Spadaforte

STORIA DELLA CONTRADA DEL LEOCORNO

Le origini del Leocorno affondano nelle Compagnie militari di San Giorgio, Pantaneto e una parte della Compagnia di Spadaforte, sviluppandosi lungo la direttrice principale della Via Francigena. Il popolo della Contrada era composto essenzialmente da famiglie nobili, che però non garantivano quella partecipazione popolare tipica delle altre consorelle.

Già in passato i contradaioli facevano riferimento alla Chiesa di San Giovannino, abbellita soprattutto nella prima metà del Seicento dalla Compagnia di San Giovanni Battista. I confratelli costruirono anche una cappella per la "Madonna della Pace" (opera di Francesco di Vannuccio) che nel 1660 divenne la sede ufficiale della Contrada.

Una pagina buia della sua storia risale al 1717, quando, per la mancata presenza dei suoi uomini al solenne ingresso in Siena della Principessa Violante di Baviera, il Leocorno fu sospeso per dieci anni. Solo nel 1776 tornò alla vittoria, dando vita al Leocorno "moderno". Nell'ultimo scorcio del XVIII secolo la Contrada si distinse per la partecipazione ai cortei con ricche comparse e fantasiosi carri.

PALII E RISULTATI

PALII VINTI: 32 per la Contrada | 29 per il Comune

CURIOSITÀ
Legata al nome: tra il 1750 e il 1790 e poi tra il 1827 e il 1902, la Contrada corse quasi tutte le carriere con il nome "Unicorno", ritenendo che portasse fortuna. Con il nome Leocorno rimase a secco di vittorie per 72 anni, un record negativo nella storia del Palio di Siena. Nel 1902 si decise tuttavia di tornare al nome originario.

Il Leocorno è l'unica contrada con due drappelloni dipinti dallo stesso autore, Bruno Marzi, nel 1950 e nel 1954