Un oratorio nato per comunicare valori
L’Oratorio non era pensato come una chiesa parrocchiale, ma come un luogo di propaganda spirituale. Le decorazioni servivano a insegnare visivamente i valori predicati dal santo, soprattutto ai fedeli analfabeti.
Gli affreschi raccontano la vita e i miracoli di San Bernardino come una storia illustrata, con una disposizione narrativa precisa.
Architettura, affreschi e decorazioni
La facciata a capanna in mattoni è arricchita da un portale in travertino datato 1574 e, nella parte alta, da un disco raggiato con il trigramma bernardiniano JHS.
L’Oratorio è organizzato su due livelli: il piano superiore, il più antico, conserva un soffitto a cassettoni decorato da teste con cherubini e pareti in legno con decorazioni a stucco di Ventura Turapilli, realizzate tra il 1496 e il 1512.
Tra i pilastri si sviluppa il celebre ciclo di affreschi con Storie della Vergine, realizzato tra il 1518 e il 1532 da Sodoma, Girolamo del Pacchia e Beccafumi. In queste opere sono evidenti i richiami alle esperienze romane di Michelangelo e Raffaello, in particolare alla volta della Cappella Sistina e alle Stanze Vaticane.
Opere d’arte e Museo Diocesano
Accanto agli affreschi, l’Oratorio custodisce opere di grande rilievo come l’Icona bizantina della Madonna del Carmine, la tavola duecentesca di Guido di Graziano, la Madonna di Vignano di Bartolo di Fredi, la Madonna di Molli del Sassetta e la Madonna del Latte di Ambrogio Lorenzetti.
Dal 1999, nelle sale attigue, è stato allestito il Museo Diocesano di Arte Sacra.
Storia della Confraternita
La Confraternita, detta di Santa Maria e San Francesco nel 1273 e poi della Madonna della Veste Nera di San Francesco nel XIV secolo, assunse il titolo di San Bernardino nel 1450, dopo la canonizzazione del santo senese.
Nella seconda metà del XV secolo decise di costruire l’Oratorio. Entro la fine del secolo l’edificio era già terminato; seguirono gli stucchi e le decorazioni lignee, poi la decorazione a fresco del piano superiore nella prima metà del XVI secolo e quella del piano inferiore tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo.
Curiosità e devozione popolare
Durante le sue prediche, Bernardino invitava a bruciare carte da gioco, specchi, cosmetici e libri ritenuti immorali. Si dice che le cataste fossero enormi, vere anticipazioni dei “falò delle vanità” fiorentini.
Molte madri portavano i bambini malati davanti all’Oratorio, convinte che San Bernardino avesse un potere speciale di protezione dell’infanzia.
L’Oratorio è aperto dal 01/04 al 31/10.




