Contrada della Tartuca

Guidata dai valori di saldezza e determinazione, la Contrada della Tartuca affonda le sue radici nel cuore antico di Castelvecchio. Un viaggio suggestivo lungo via Tommaso Pendola, dove i colori giallo e azzurro celebrano un popolo che fa di forza e costanza la propria dimora.

 

INFORMAZIONI GENERALI

SEDE: Via Tommaso Pendola - Terzo di Città

SOCIETÀ: "M.S. Castelsenio" - Piazzetta Silvio Gigli

NOME DEI CONTRADAIOLI: Tartuchini

MOTTO: "Forza e costanza albergo"

STEMMA: una tartaruga su campo d'oro sparso di nodi di Savoia d'azzurro alternati con fiori di margherita al naturale

COLORI: giallo e azzurro in parti uguali

SIMBOLEGGIA: saldezza e determinazione

LUOGHI E RIFERIMENTI

CHIESA E ORATORIO: Oratorio di Sant'Antonio da Padova, detto dai contradaioli "Sant'Antonio alle Murella"

PATRONO E FESTA TITOLARE: Sant'Antonio da Padova - 13 giugno, generalmente celebrata la terza domenica di giugno

MUSEO: Via Tommaso Pendola, 21

FONTANINA: Opera dello scultore Bruno Buracchini (1951), situata in Via Tommaso Pendola.

RELAZIONI E ORGANIZZAZIONE

RAPPORTI CON ALTRE CONTRADE:
alleate Leocorno, Nicchio, Onda, Selva
nemica Chiocciola

CORPORAZIONI: Maestri di Pietra

COMPAGNIE MILITARI: Porta all'Arco, Sant'Agata

STORIA DELLA CONTRADA DELLA TARTUCA

La Contrada della Tartuca nasce nel XVI secolo, nell'area storica di Castelvecchio. Pare essere nata ufficialmente dall'unione di due Compagnie Militari: quella di Porta all'Arco e quella di Sant'Agata. I colori originari erano il giallo e il nero.

Nel corso dei secoli la Contrada ha consolidato la propria identità, culminata nella creazione della chiesa oggi nota come Oratorio di Sant'Antonio da Padova, dedicato al patrono della contrada.

PALII E RISULTATI

PALII VINTI: 49

PARTICOLARITÀ

GEMELLAGGI: Trento

CURIOSITÀ
La Tartuca custodisce alcuni frammenti dei tessuti pitturati da ignoti artisti, il più antico dei quali risale al 15 agosto 1633, data del primo Palio "alla Tonda". Il drappellone pervenuto integro ai nostri giorni, oggi conservato al museo, è quello della carriera vinta il 2 luglio 1786.