Il Trigramma e San Bernardino. La Voce che Cambiò Siena

Un uomo, una voce, una piazza

C'è un simbolo sul Palazzo Pubblico di Siena che molti guardano senza sapere cosa porta dentro. È il trigramma di San Bernardino: un sole dorato con al centro le lettere IHS, che splende sulla facciata come una promessa antica. Per capire perché è lì bisogna conoscere un uomo, e per conoscere quell'uomo bisogna immaginare una piazza , Piazza del Campo, riempita di migliaia di persone che ascoltano in silenzio una voce sola.

Bernardino da Siena nacque a Massa Marittima, ma fu Siena a formarlo, a perderlo e a ritrovarlo. Rimasto orfano presto, crebbe in città. Quando la peste del 1400 devastò Siena, lui rimase: assistette i malati, si ammalò a sua volta, sopravvisse. E da quella sopravvivenza nacque una vocazione che avrebbe cambiato l'Italia intera. Nel 1402 entrò nell'Ordine dei Frati Minori, diventando francescano. Poi cominciò a predicare.

Il predicatore delle piazze

Le chiese non bastavano. Non erano abbastanza grandi per contenere tutto ciò che Bernardino aveva da dire, né per contenere le folle che venivano ad ascoltarlo. Così scelse le piazze: spazi aperti, democratici, accessibili a tutti. Parlava in volgare, usava un linguaggio semplice, esempi concreti, immagini che anche il popolano più umile poteva capire e sentire proprie.

Affrontava i problemi del suo tempo con una franchezza che stupiva: le lotte tra famiglie, la corruzione, l'usura, la violenza pubblica. Non era un predicatore di consolazione: era un predicatore di verità, e la gente lo seguiva perché sentiva che quella verità la riguardava davvero.

I 45 giorni che Siena non dimenticò

La lastra commemorativa

Sul lato di Piazza del Campo che si affaccia sul Palazzo Pubblico, una lastra commemorativa ricorda uno degli eventi più straordinari della storia senese: a partire dal 15 agosto 1427, su richiesta dei Signori del Comune, San Bernardino predicò ai senesi per 45 giorni consecutivi. Per l'occasione furono costruiti un altare e un pulpito tra le finestre del Palazzo Comunale: la politica che si faceva da parte per lasciare spazio alla parola.

Quella lastra non è solo un ricordo. È una testimonianza di quanto quelle prediche abbiano cambiato la città.

Il trigramma, un sole di significati

Al termine di ogni predica, i fedeli si avvicinavano a baciare tavolette dipinte con il trigramma: il monogramma IHS, acronimo dal greco di "Gesù Salvatore degli Uomini". San Bernardino aveva preso quel simbolo antico e lo aveva trasformato in qualcosa di nuovo: lo racchiuse in un sole dorato, creando un'icona di devozione al nome di Gesù che si diffuse in tutta Italia.

Il sole rappresenta Cristo, i 12 raggi sono i 12 apostoli, l'oro è la divinità, l'azzurro è l'umanità. Un cosmo di significati in un cerchio di luce.

Il trigramma sul Palazzo Pubblico

Pochi anni dopo quelle prediche, l'orafo senese Tuccio di Sano e suo figlio realizzarono il trigramma che ancora oggi campeggia sulla facciata del Palazzo Pubblico: un atto ufficiale, un simbolo di adesione da parte della Repubblica ai valori della pace, della concordia e del buon governo che Bernardino aveva predicato. Un altro trigramma è presente anche sul Duomo.

La Repubblica di Siena non si limitò ad ascoltare: scelse di ricordare, di rendere permanente quella voce, incollandola alla pietra del suo palazzo più importante.

Dove trovare San Bernardino a Siena

La memoria di Bernardino vive in diversi luoghi della città: l'Oratorio di San Bernardino in Piazza San Francesco, che ospita il Museo Diocesano d'Arte Sacra, e la Basilica di San Bernardino dell'Osservanza, sul colle della Capriola appena fuori dalle mura, dove la sua presenza si sente ancora nell'aria.

Cercalo: alzа gli occhi sulla facciata del Palazzo Pubblico, cerca il sole dorato, leggi i suoi raggi.
E poi entra in Piazza del Campo e immagina quella voce, quarantacinque giorni, migliaia di persone in silenzio.Certe storie non finiscono: si incidono nella pietra e aspettano che qualcuno le trovi.
Piazza del Campo e Palazzo Pubblico, Siena.