Chiesa di Sant’Andrea: storia medievale nel cuore di Via Montanini

In Via Montanini, nel Terzo di Camollia, la Chiesa di Sant’Andrea si inserisce tra palazzi nobiliari e cappelle storiche, conservando le tracce di una lunga storia fatta di trasformazioni e stratificazioni architettoniche.

Origini medievali e funzione storica

La chiesa è attestata fin dal 1175 e risulta ricordata nel Constituto del Comune del 1262. Secondo il Pecci, un breve del 1284 del vescovo Rinaldo concesse quaranta giorni di indulgenza a chi contribuiva al risorgimento della chiesa, già in stato di rovina.

In origine doveva servire come fonte battesimale e come luogo di sepoltura per coloro che, a causa delle guerre, erano lontani dalle proprie chiese di riferimento.

Trasformazioni architettoniche

Nel corso dei secoli la chiesa ha subito numerosi interventi, in particolare nel Settecento e poi tra il 1931 e il 1961, quando vennero ripristinate strutture medievali che ne hanno modificato in modo significativo l’aspetto. Della struttura originaria rimane oggi soprattutto l’abside, insieme al campanile romanico ancora conservato.

Opere e patrimonio artistico

All’interno si conservano opere di epoche diverse. Tra queste una Madonna col Bambino in stucco del XV secolo di scuola quercesca, una Madonna in bronzo e il Battesimo di Cristo di Bruno Buracchini, quest’ultimo collocato sul fonte battesimale e realizzato nel Novecento.

Di particolare rilievo è il polittico di Giovanni di Paolo del 1445, raffigurante l’Incoronazione della Vergine tra i santi Pietro e Andrea, collocato nell’altare maggiore. Sono presenti anche affreschi quattrocenteschi attribuiti a Martino di Bartolomeo, inseriti in un arcosolio.

Contesto urbano

La chiesa si trova accanto alla cappella di Sant’Anna in San Onofrio e di fronte ai palazzi Zondadari e Bernardi Avanzati, in un contesto urbano ricco di stratificazioni storiche nel Terzo di Camollia.

Lasciati guidare lungo Via Montanini e scopri una chiesa dove la storia medievale e le trasformazioni dei secoli si intrecciano nella pietra e nella memoria della città.