Storia e origine del culto mariano
La costruzione della chiesa iniziò nel 1594 e si concluse nel 1604, in piena epoca manierista, su progetto di Flaminio del Turco e Damiano Schifardini. La consacrazione avvenne nel 1611, quando l’edificio divenne rapidamente uno dei principali santuari mariani di Siena.
L’origine del culto è legata a un evento ritenuto miracoloso: nel 1594 un colpo di archibugio colpì un’antica immagine della Madonna. Da quel momento si diffusero racconti di guarigioni e grazie ricevute, e la devozione popolare crebbe fino a spingere il Comune e le Contrade a costruire una chiesa monumentale per custodire l’immagine, oggi posta sull’altare maggiore.
Architettura e opere d’arte
La facciata in travertino è uno dei migliori esempi di manierismo senese: sobria, elegante e scandita da nicchie che ospitano statue ottocentesche di Antonio Zini.
L’interno è a croce greca, dominato da una grande cupola affrescata nel Settecento con i quattro santi protettori di Siena: Galgano, Savino, Crescenzio e Vittore. Tra le opere più importanti spicca La Messa di San Cerbone di Rutilio Manetti, uno dei capolavori del barocco senese.
Numerosi altari laterali, riccamente decorati, testimoniano la partecipazione delle Contrade alla costruzione e all’abbellimento della chiesa.
Santa Maria in Provenzano e il Palio del 2 luglio
La chiesa è strettamente legata al Palio del 2 luglio, dedicato alla Madonna di Provenzano. Ogni anno le Contrade vi portano ceri e doni votivi in segno di devozione.
E la Contrada che vince porta subito dopo la corsa il Palio appena conquestato in Provenzano, per rendere omaggio alla Madonna a cui è dedicato.
Un luogo di protezione e identità
La Madonna di Provenzano è considerata protettrice della città nei momenti difficili: epidemie, carestie e guerre spinsero i senesi a rivolgersi a lei per chiedere protezione.
La piazza antistante, un tempo degradata, fu completamente riqualificata grazie alla costruzione della chiesa, diventando un elegante spazio urbano.







