Immersa nella storica piazza della Lizza, la chiesa di Santo Stefano sorprende per la sua architettura barocca e la capacità di trasformare musica e silenzi in emozioni che attraversano i secoli.
Documentata fin dal XII secolo, l’edificio non conserva elementi romanici originali perché fu completamente riedificato tra il 1671 e il 1675 in stile barocco-classicizzante. Prende il nome dalla piazza La Lizza, così chiamata perché nel tardo Cinquecento era usata come campo per tornei e esercitazioni equestri.
Oggi sconsacrata e non più adibita a funzioni religiose, la chiesa è un auditorium per concerti ed è sede principale dell’Italian Opera Siena. Nonostante non fosse stata concepita per la musica, la pianta, le volte e le superfici spoglie creano una risonanza naturale sorprendente, che avvolge chi ascolta gli spettacoli.
Opere e decorazioni
All’interno, Santo Stefano ospitava importanti opere, oggi trasferite al Battistero per ragioni di conservazione. Tra queste figurano la Madonna col Bambino e santi di Andrea Vanni con predella di Giovanni di Paolo, La Visitazione di Rutilio Manetti sull’altare destro, la Deposizione di Cristo di Antonio Buonfigli nell’abside e la statua in legno di San Bartolomeodi Guido del Tonghio sull’altare a sinistra.
La facciata dell’edificio presenta quattro pilastri in mattoni, una finestra rettangolare ed è coronata da un timpano.
Per alcuni periodi tra XVIII e XIX secolo, Santo Stefano compare pochissimo negli atti parrocchiali e viene citata più come edificio che come chiesa attiva. Le campane non servivano solo al culto, ma erano strumenti civili per raduni, allarmi e comunicazioni.
Lasciati avvolgere dall’armonia dei secoli, ascolta la storia tra le volte barocche e senti l’eco della musica nascere dai mattoni antichi della Lizza.