Chiesa e Convento di San Girolamo: arte, preghiera e lavoro a Siena

Storia del convento e dei Gesuati

Il convento nacque nel 1354 per volontà di Francesco di Pietro Porcari come casa per i Gesuati, un ordine laico che univa preghiera e lavoro manuale. Qui operavano artigiani, vetrai, speziali e colorai, uomini che cercavano Dio attraverso il fare. Nel 1428 iniziò la costruzione della chiesa, a navata unica, essenziale e perfetta per la spiritualità sobria dei Gesuati. Il complesso visse momenti difficili: nel 1552, durante l’assedio spagnolo, fu gravemente danneggiato. Successivamente si ricostruì, cambiò volto e, nel XIX secolo, divenne sede delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, che ancora oggi lo custodiscono.

Architettura e chiostro

Il cuore del convento è il chiostro, semplice e armonioso, con arcate sobrie e un pozzo centrale. Qui i Gesuati pregavano, lavoravano e conversavano. Le celle erano piccole e essenziali, con letto, inginocchiatoio e finestra stretta. Alcune conservano ancora graffiti e iscrizioni dei religiosi. Sotto il convento si trovano magazzini, cisterne e forse antichi passaggi; durante l’assedio del 1552, il complesso divenne rifugio per molti senesi.

Opere d’arte e collezione interna

Sulle pareti restano tracce di affreschi di Bernardino Fungai, mentre i corridoi custodiscono opere di Fra’ Giuliano da Firenze, Francesco Vanni e Alessandro Casolani, testimonianza del manierismo senese. Molti affreschi furono scialbati nei secoli e riemersero solo con restauri recenti. Nella chiesa di San Girolamo, costruita nel Quattrocento, si conservano opere di grande valore:

  • Storie del beato Giovanni Colombini di Fra’ Benedetto da Brescia e Fra’ Benedetto da Lucca (1575)
  • Madonna col Bambino, angeli e santi attribuita a Giuliano da Firenze (XV sec.)
  • Incoronazione della Vergine di Sano di Pietro, con oro, grazia e figure sottili, quintessenza della scuola senese
  • Estasi di San Girolamo di Domenico Manetti (XVII sec.)
  • Lastra tombale del vescovo Antonio Bertini, marmo scolpito da Urbano da Cortona (XV sec.), raro esempio di scultura funeraria senese

I Gesuati erano celebri anche per la produzione di vetri, lenti e pigmenti: molti pittori senesi del Quattrocento si rifornivano qui dei colori per le loro opere. Le suore vincenziane conservano ancora alcune ricette mediche tradizionali: tisane, unguenti e rimedi naturali. La biblioteca un tempo custodiva testi di teologia e manuali tecnici, completando il quadro di un ordine che univa sapere e pratica quotidiana.

Scopri il convento dove preghiera, lavoro e arte si incontrano. Passeggia tra chiostri, affreschi e antichi corridoi e lasciati guidare dai segreti dei Gesuati.
Chiesa e Convento di San Girolamo