Chiesa di San Cristoforo: storia e arte nel cuore di Siena

Immagina di camminare in Piazza Tolomei e di trovarti davanti a un edificio che ha visto secoli di storia: dalla vita politica della Repubblica senese alle battaglie che hanno cambiato il destino della città, fino agli affreschi e alle opere d’arte che ancora oggi raccontano la fede dei senesi.

Situata nel Terzo di Camollia, San Cristoforo ha origini antichissime, tra XI e XII secolo, e il suo ruolo nella storia di Siena è testimoniato dai documenti medievali. Prima della costruzione del Palazzo Pubblico, il Consiglio Generale della Repubblica – detto anche “di Campana” per la convocazione tramite una campana speciale, oggi conservata al Museo Civico – si riuniva qui.

Nel 1260, la chiesa fu scenario di una decisione storica: i Senesi decisero di affrontare i Fiorentini, combattendo e vincendo la celebre battaglia di Montaperti. Secoli di eventi hanno segnato l’edificio: il terremoto del 1798 distrusse la facciata, che oggi presenta un elegante prospetto in mattoni, scandito da quattro colonne e ornato da due statue, raffiguranti Santa Caterina e il Beato Bernardo Tolomei, opera di Giuseppe Silini (1802). Le nicchie vuote sulla facciata si dice dovessero ospitare statue mai realizzate.

Architettura e curiosità

San Cristoforo è tra le poche chiese senesi con un campanile staccato, usato secondo alcune tradizioni anche come torre di avvistamento. Il piccolo chiostro romanico, accessibile da via del Moro, custodisce, secondo una lapide, le spoglie del poeta senese Cecco Angiolieri.

Durante le guerre tra guelfi e ghibellini, parte del tesoro della chiesa fu nascosto in passaggi segreti sotto il pavimento; alcuni archeologi ritengono che condotti sotterranei colleghino ancora oggi la chiesa a vecchie cantine e conventi vicini. Oggi la chiesa fa parte della parrocchia dell’Insigne Collegiata di Santa Maria in Provenzano e funziona come Rettoria autonoma, custodita dalle suore Figlie della Chiesa, destinata alle attività liturgiche e pastorali degli studenti universitari.

Interni e opere d’arte

L’interno è a navata unica. A sinistra, si incontra il sepolcro dedicato a Germanico Tolomei, opera di Bartolomeo Mazzuoli, seguito dalla pala di Girolamo del Pacchia raffigurante una Madonna col Bambino e santi. Sull’altare maggiore si trova il Transito di San Benedetto (Giovanni Antonio Mazzuoli, 1693) e una Madonna col Bambino di matrice robbiana (XV secolo). Gli affreschi frammentari del XIV secolo raccontano la vita di San Cristoforo e di santi locali, sebbene molti siano stati coperti o danneggiati durante i restauri. Parte delle opere della chiesa è oggi conservata al Museo Diocesano di Arti Sacre.

Immergiti nella storia millenaria di Siena e lasciati sorprendere dai segreti di San Cristoforo.