Il Trekking Urbano a Siena

Un nuovo modo di fare turismo

Ormai la Giornata Nazionale del Trekking Urbano è diventato un appuntamento fisso nel calendario di Siena, ogni anno, infatti, il 31 di ottobre le vie di Siena, capofila nazionale del progetto, vengono invase da turisti e residenti curiosi di scoprire angoli nascosti e aneddoti curiosi della città e dei suoi personaggi.

Il Trekking Urbano si sviluppa per la prima volta a Siena come nuovo modo di fare turismo dolce per accompagnare i visitatori lontano dai circuiti più conosciuti.

È un’attività che coniuga sport, arte, gusto e voglia di scoprire le città, attraverso itinerari caratterizzati da forti dislivelli del suolo e da scalinate.

Si tratta di una forma di turismo “vagabonding”, libera e ricca di sorprese, adatta a tutte le età, senza un particolare allenamento preventivo.

Il trekker urbano, attraverso itinerari studiati da esperti, ha la possibilità di vivere un’esperienza di viaggio unica, coniugando la possibilità di immergersi nell’arte e nella natura, facendo sport. Oltre ad essere un’attività che fa bene al fisico e alla mente, il trekking urbano fa bene alle città perché permette di decongestionare le zone attraversate dai flussi turistici tradizionali, allargare il raggio delle visite alle aree più periferiche dei centri urbani e prolungare i soggiorni.

Ogni momento dell’anno è adatto per provare l’esperienza del Trekking Urbano.

Di giorno o di notte, d’estate o d’inverno. A differenza del trekking praticato nei campi e nei boschi, infatti, quello in città può essere praticato, seguendo gli itinerari proposti, con qualsiasi condizione meteorologica e in qualsiasi momento della giornata.

Il Trekking urbano è un’attività che oltre a far bene allo spirito e alla mente, permette di mantenersi in forma. Camminare a passo sostenuto per almeno 20 minuti consente, infatti, di bruciare circa 150 kilocalorie; di allontanare i rischi, legati a ipertensione, osteoporosi e di curare le conseguenze della vita sedentaria come stress, ansietà, depressione.

Gli itinerari proposti dalle città che in questi anni hanno aderito alla Giornata Nazionale del Trekking Urbano hanno una durata media che varia da una a quattro ore, consentendo a chi li percorre di bruciare da un minimo di 450 kilocalorie (percorso di un’ora) a un massimo di 1.800 kilocalorie (percorso di quattro ore) per volta.

Approfondimento - Trekking Urbano Siena 2026

Per conoscere il programma aggiornato, gli orari di partenza, le modalità di partecipazione e le informazioni utili sull’edizione 2026 del Trekking Urbano a Siena, consulta la pagina ufficiale del Centro Guide Siena

Edizione 2026: sulle tracce della presenza francescana a Siena

L’edizione 2026 del Trekking Urbano, in programma sabato 31 ottobre, si inserisce nelle celebrazioni dedicate all’ottavo centenario della morte di San Francesco e propone a Siena un itinerario dal forte valore spirituale e storico, intitolato “San Francesco 1226-2026: sulle tracce dell’essenziale”.
Il percorso invita a leggere la città attraverso i luoghi che conservano la memoria francescana, seguendo un filo che unisce arte, predicazione, devozione e tradizione. La partenza è prevista da Piazza del Campo, dove viene introdotta la figura di San Bernardino, protagonista di una predicazione capace di incidere profondamente nella vita religiosa e civile senese. Da qui il cammino prosegue attraverso alcune tappe particolarmente significative, tra cui l’immagine di San Francesco dipinta da Lippo Memmi, la Basilica di San Francesco con le sue testimonianze artistiche e devozionali, e l’Oratorio di San Bernardino, arricchito da opere di grande rilievo.

L’itinerario si conclude a San Francesco all’Alberino, luogo legato alla più antica presenza francescana in città e alla memoria del cosiddetto Testamento di Siena, tradizionalmente associato agli ultimi mesi di vita del santo. È qui che il percorso trova il suo significato più profondo, richiamando i temi della fraternità, della povertà e della fedeltà, che restano al centro del messaggio francescano.
Dal punto di vista pratico, il tragitto ha una durata di circa due ore, si sviluppa per 2,5 chilometri ed è indicato come di difficoltà media. Le partenze delle visite guidate sono previste nel pomeriggio, in turni scaglionati.

Questa edizione aggiunge al consueto piacere della scoperta urbana una riflessione più raccolta sul senso dei luoghi e su ciò che una città sceglie di custodire nella propria memoria. Non solo una passeggiata tra monumenti, quindi, ma un’occasione per osservare Siena da un punto di vista meno consueto, seguendo un tema che mette in relazione spazio, storia e valori.

Tratto urbano Via Francigena

Storicamente quando si parla di Via Francigena, o Vie Francigene, si intende un fascio di Vie che collegavano i territori dominati dai Franchi (le attuali Francia e Germania) a Roma in epoca medievale

Questo giustificherebbe il detto “tutte le strade portano a Roma” e in effetti i pellegrini che nel medioevo partivano dalla propria casa per intraprendere il cammino, non percorrevano solo la rete ‘stradale’ dell’epoca, ma anche tutti i sentieri più nascosti e utili ad evitare assalti o incidenti. Ed era proprio su questi sentieri che era possibile trovare luoghi di ospitalità e ristoro.

Se parliamo invece di pellegrinaggio moderno, intendiamo la Via Francigena di Sigerico arcivescovo di Canterbury che, anticamente, intraprese questo itinerario di ritorno da Roma, dove aveva ricevuto il Pallio dalle mani del Papa.

Un percorso che si aggira intorno ai 2200 chilometri. Il tratto italiano misura circa 1020 km e attraversa: Passo del Gran San Bernardo, Aosta, Ivrea, Vercelli, Pavia, Piacenza, Fidenza, Passo della Cisa, Sarzana, Massa, Lucca, San Gimignano, Siena, San Quirico d’ Orcia, Bolsena, Viterbo, Roma, Città del Vaticano.

Nello specifico proprio a Siena è possibile, per ogni pellegrino, effettuare il tratto urbano che da Porta Camollia conduce fino a Porta Romana. Un percorso di 4km all’interno delle mura cittadine, che fa tappa nei luoghi più suggestivi della città e che racconta la Siena medievale e la vita di pellegrini e viandanti durante il loro cammino da Canterbury a Roma.

Si parte da Porta Camollia, uno degli accessi più antichi della città sul cui arco esterno domina l’iscrizione Cor magis tibi Sena pandit (Siena ti apre il cuore più della sua porta), simbolo dell’ospitalità senese. Passando poi per Via di Camollia, il Duomo, e il Santa Maria della Scala, si arriva in Via Roma, la via che conduce a Porta Romana.

Anticamente detta Porta Nuova, edificata tra il 1327 e il 1329, è la più grande delle porte della città. Proprio attraverso Porta Romana i pellegrini entravano a  Siena, per dirigersi verso la Via Francigena. Usciti da Porta Romana, il percorso proseguiva verso le Crete senesi dove potevano trovare riparo e ristoro presso la Grancia di Serre di Rapolano.